
La bibliotecaria della piccola, ma ben fornita biblioteca di paese che frequento assiduamente mi ha procurato (grazie mille!) uno stupendo libro a tema “giardinicolo”. L’avevo già sfogliato diverse volte in libreria ed è nella lista dei libri che prima o poi comprerò oppure mi farò regalare. E’ un bellissimo volume che ci propone, attraverso splendide fotografie e brevi testi, tredici giardini opera dell’architetto che ama definirsi “giardiniere” Paolo Pejrone. E’ banale dire che le fotografie, seppur spettacolari, non riescono a rendere i colori, gli odori, le sensazioni del reale; possono comunque suggestionarci e farci appassionare, farci desiderare uno spazio verde da vivere e dal quale trarre beneficio per anima e corpo. Ora che di nuovo (dopo sette anni di città) abito in paese apprezzo ancora di più la natura attorno, il verde della campagna coltivata, i colori dei giardini che circondano le abitazioni, i versi degli animali e degli insetti che li abitano, le cime dei monti che scorgo appena sveglia ogni mattina dal mio terrazzo.
Anche se io preferisco giardini più spontanei e naturali rispetto a quelli “costruiti” e “architettonici” illustrati nel libro di Pejrone, sono affascinata da come questo “giardiniere” riesce ad armonizzare forme, colori e a fissare come in un fermo immagine la magia della natura.


