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I miei preferiti

Biancheria per la tavola in lino 100%, Roulotte
Classica sedia in legno Butterfly Chair, 1958, Lucian Ercolani, Ercol Furniture

Pouf in tessuto di viscosa e lino in tre decori Bovist, 2005, Hella Jongerius, Vitra.
Tappeto su misura tessuto a mano in fibra tecnica e feltro ad alta resistenza Passo Doppio, 2010,
G. T. Design

Cordoli in salice intrecciato per bordare aiuole e orti, Anna Patrucco, Salix
Stoviglie per la tavola in porcellana 100% Marionette, Darling Clementine, Ferm Living

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Niente più odore di minestra!

Dopo circa 1 anno e mezzo di vita in questa casa, i primi giorni di novembre è stata installata la cappa aspirante sopra il piano cottura. Su misura, ha la forma di un semplice parallelepipedo che contiene il gruppo depurante a incasso e nasconde il tubo dei fumi che defluiscono all’esterno. La scelta del colore ha comportato non pochi pensieri e ripensamenti, l’unica certezza è che non volevo che fosse acciaio. Il bianco troppo scontato e banale si è tramutato, da subito, in colore o meglio nell’azzurro che vedete in foto.

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Breve trattato sulla libreria

La prima cosa da dire è che nella scelta della tipologia sono stata aiutata dallo spazio a disposizione; ho potuto quindi optare per una libreria-libreria, un posto solo per i libri e nient’altro. Il più delle volte il poco spazio fa si che nell’unico mobile dell’area giorno si debbano riunire molteplici funzioni diverse tra loro. Servono quindi vani chiusi per stoviglie e oggetti vari, scaffali a giorno per libri, ripiani per il tv e tutta l’attrezzatura tecnologica audio e video. Nel mio caso il corridoio di passaggio al primo piano ·che è anche ingresso· è stato fin da subito “il luogo della libreria”, basti pensare che le scatole del trasloco contenenti i libri hanno sostato lì per circa un anno!
La seconda cosa da dire è che questa libreria è un oggetto artigianale e unico, e come tale va valutato e “letto”. E’ opera dell’amico architetto Giuseppe-Beppe Rocco (sua anche la lampada della cucina) che l’ha pensata e costruita con le sue mani. Io ho deciso le dimensioni, le suddivisioni modulari in funzione dello spazio disponibile e dei vincoli esistenti, ad esempio posizione di prese e quadro elettrico….e ovviamente il colore. Volevo che fosse unica e “diversa”, semplice e minima nelle forme anche se questo comporta che non sia robustissima come una libreria tradizionale costruita con montanti e ripiani in legno.

Tutta la struttura è mantenuta in verticale grazie a delle crocere in filo di ferro ancorate e tensionate ai montanti. Gli elementi che la compongono sono semplicemente due: spalle costruite a “scaletta” in ferro pieno sezione quadra 10x10mm sui quali sono appoggiati i ripiani sagomati in lamiera di alluminio in pezzo unico. Il tutto verniciato di colore bianco. Qualche ripiano è stato anche fissato ·per sicurezza· con semplici rivetti alle traverse della struttura verticale a scaletta.
La doppia ·orizzontale e verticale· piegatura della lamiera di alluminio conferisce rigidezza al ripiano e lo rende complanare.
I reggilibri sono realizzati in tondino di ferro piegato e vengono inseriti alla bisogna nei fori che sono stati fatti nella piegatura verticale dei ripiani. A protezione semplici cappuccetti di gomma rivestono il ferro alla base.

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Prime foto della libreria

Diversa da come era stata pensata in origine, è arrivata la libreria (in realtà sono due) in metallo su misura, pensata e costruita apposta per noi da Beppe. Esilissima e bianchissima. Semplicemente bella!

Queste le foto appena scattate della libreria installata con (quasi) tutti i libri inseriti e i vecchi Lego Technic di mio marito. Merita sicuramente un’approfondimento maggiore.

Il capolettera dell’articolo è opera dell’illustratrice e tipografa americana Jessica Hische.

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Piccoli arrivi…

… nuovi cuscini per il divano e per le sedioline in rattan della cucina. Scampoli di tessuto che diventano morbidi oggetti per la casa.

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Before & after: la sedia a slitta

La struttura in acciaio cromato era integra, l’imbottitura della seduta e dello schienale ormai usurati dal tempo e dalle aggressioni del gatto di casa Cico. Mi piaceva e l’ho voluta rinnovare. E’ bastato rifare l’imbottitura e rivestirla con uno scampolo di tessuto nuovo comperato a poco prezzo abbinato alla tonalità di azzurro del tendaggio della camera. Ha decisamente cambiato aspetto.

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Il cuore di Giovanni Cavassori

Dopo circa un anno dal trasloco abbiamo finalmente appeso la scultura Blob Cuore d’oro opera dell’artista Giovanni Cavassori. Traslocata dalla casa precedente aspettava nel suo imballo da mesi ormai per pigrizia e mancanza di tempo, ma soprattutto perché non riuscivo a decidere quale fosse la sua collocazione ottimale nella casa nuova.

In un primo momento avevo pensato ad una parete della camera matrimoniale (come nella casa precedente), ma Giovanni interpellato non era d’accordo: in effetti uno spazio troppo privato per potersela godere. Nell’area giorno tutte le pareti sono molto ampie e quindi non adatte ad ospitare una scultura di dimensioni contenute come questa; mi è sembrata quindi perfetta una parete del vano scale al secondo piano dove ci sono le camere e i bagni: un luogo più riservato, ma comunque di passaggio.

Dopo cucina e zona giorno approfitto per farvi vedere anche la planimetria del secondo piano. Rispetto ai due piani sottostanti l’area notte è grande praticamente il doppio; ci sono tre camere, due bagni e un’ampia stanza “giochi” tutta dedicata a mio marito.

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Madre e figlia

Ulteriore aggiornamento perchè lo merita proprio. E’ stata smontata, verniciata di bianco e installata in modo definitivo alla parete. I collegamenti elettrici sono stati fatti e quindi posso farvela vedere in tutta la sua “luminosità”.
Bella è bella. Grande e direi perfetta per le dimensioni della parete a doppia altezza: sembra nata con la struttura della casa. In verità quando a progetto abbiamo valutato gli ambienti e le volumetrie dell’appartamento, questo spazio ci è subito sembrato adatto per “un qualcosa” che doveva appropriarsi di tutta la superficie, che avesse carattere e presenza tridimensionale. Serviva anche una luce per illuminare all’occorrenza il volume delle scale e potesse essere una fonte luminosa in vari momenti della giornata.
C’è inoltre da dire che è solo nostra. Giuseppe “Beppe” Rocco l’ha pensata, disegnata e costruita solo per noi e lo spazio che avevamo a disposizione: è unica e irripetibile. E qui mi ricollego a ciò che ho scritto in questo articolo, alla mia idea di casa personalizzata, che non è solo un’insieme di mobili e oggetti di produzione acquistati e disposti in base a un corretto progetto d’arredo, ma una mescolanza di elementi filtrati attraverso il proprio gusto e sensibilità. E cosa molto importante alla portata di tutti perchè questo oggetto, così unico e interessante, costa molto meno di una bella lampada di design italiano.

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E’ stata inoltre installata, nell’area cucina, una lampada più piccola. Volevo dare coerenza stilistica all’insieme uniformando disegno e linguaggio. A tale scopo per l’altro punto luce a soffitto è stato realizzato un elemento-braccio in tubo di ferro verniciato con relativo diffusore, ispirato dalla lampada madre.

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Anteprima lampada-scultura

Mi rendo conto solo ora che è passato più di un mese dall’ultimo articolo pubblicato, ma il tempo è volato e non me ne sono accorta.
Ieri abbiamo installato la lampada-scultura su disegno di un amico architetto. Ci sono ancora molte cose da fare prima di poterla vedere completamente finita, ma sono soddisfatta del risultato ottenuto e volevo assolutamente pubblicare qualche foto. E’ formata da tre elementi in tubo di ferro calandrati e uniti tra di loro. Ogni elemento ha due portalampade, una linea elettrica accende quattro luci e un’altra due luci, quelle più basse. Tutti i bracci (e quindi le luci) sono scostati dal muro (anche quello più basso che momentaneamente è ripiegato) in questo modo la lampada assume una tridimensionalità e una plasticità uniche. Alle estremità mancano i diffusori cilindrici opalini che nasconderanno le lampadine, anche se stiamo valutando la possibilità di non metterli, e cosa molto importante dobbiamo decidere il colore del quale dovrà essere verniciata. E a questo proposito si apre il toto-colore: le sue dimensioni sono notevoli e di conseguenza la finitura è un elemento decisivo.

Le foto non le rendono giustizia, è molto grande e difficile da riprendere tutta nel suo contesto architettonico, comunque ecco l’anteprima: nuda e cruda come Beppe l’ha fatta!.

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La settimana del “colore”

Oggi grigio e pioggia a fare da sfondo alle infinite sfumature che dipingono di autunno la natura circostante. Spero che tutti questi colori non svaniscano troppo in fretta! E’ grazie alla natura che si impara a conoscere il colore…….

Nel passato sono stata una purista: nelle forme e nei colori ho sempre ricercato la pulizia, l’essenziale, il rigore, il monocromatico….gli anni e la pratica mi hanno portato a desiderare e sperimentare accostamenti inediti e ad andare contro la supremazia del bianco puro e della linea retta. David Batchelor, artista e scrittore inglese che si occupa di arte contemporanea, nel suo saggio Cromofobia – Storia della paura del colore afferma questo:
“Non credo sia esagerato dire che fin dall’antichità, nell’Occidente, il colore è stato sistematicamente tenuto ai margini, vilipeso, sminuito e degradato. Generazioni di filosofi, artisti, storici dell’arte e teorici della cultura di questa o di quella bandiera hanno conservato vivo e caldo questo pregiudizio, lo hanno alimentato e coltivato. Come accade con tutti i pregiudizi, la sua forma più palese, la sua ripugnanza maschera una paura: la paura di essere contaminati e corrotti da un qualcosa di sconosciuto o che appare inconoscibile. La ripugnanza nei confronti del colore, la paura di essere corrotti attraverso il colore, ha bisogno di un nome: cromofobia.”

E’ l’elemento colore a fare la differenza: il linguaggio elementare per descrivere chi siamo. Molte tendenze attuali nel campo della decorazione portano alla personalizzazione: la casa dovrebbe riflettere lo stile di chi vi abita e non dare l’impressione di uno showroom che potrebbe appartenere a chiunque. Scegliere i colori è un modo per esprimere se stessi.

Nuove tonalità di colore, sfumature sofisticate e inedite per la collezione di vasi multicolor in edizione limitata, “Lanterne Marine”.
Disegnati dallo studio Barber & Osgerby e prodotti dall’azienda italiana Venini.

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