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Collezione Francobolli 2011 · Vico Magistretti 1973

Il divano trasformista


Disegnato nel 1973 da Vico Magistretti per Cassina, il divano Maralunga, compasso d’oro nel 1979, è un classico del design. Ancora in produzione, ancora attualissimo, un evergreen dell’arredo passato e contemporaneo.

Il design è veramente interessante anche per la particolarità dallo schienale che è dotato di un poggiatesta ribaltabile in modo da consentire -all’istante- il suo utilizzo in versione bassa o alta. Nei divani il poggiatesta è indipendente per ogni singolo posto.

Il sistema Maralunga è disponibile nelle versioni pouf, poltrona, divano a due e tre posti con rivestimento in pelle o tessuto.
Semplicemente bello!

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Collezione Francobolli 2011 · Bruno Munari 1971

La Collezione di Francobolli 2011 quest’anno è dedicata al design degli anni ’70. Ho quindi scelto otto oggetti significativi per me, che sono stati disegnati e prodotti nel decennio in cui io sono nata.

Abitare l’Abitacolo

Nel rispetto della tradizione, il primo Francobollo della Mia Collezione è dedicato a Bruno Munari. L’Abitacolo fu disegnato e prodotto dall’azienda Robots nel 1971, successivamente premiato con il Compasso d’Oro nel ’79. Oltre ad essere un perfetto elemento di arredo è anche una piccola “architettura” che definisce lo spazio domestico: una sorta di casa nella casa. E’ pensato con l’idea di realizzare un’area per ragazzi che contemporaneamente sia letto per dormire, mobile per contenere libri e giocattoli, struttura per il gioco e per lo studio e che possa trasmettere una volta in uso gusti, personalità e passioni di chi lo vive e lo abita.

All’epoca venne stampato un depliant per il quale lo stesso Munari scrisse il testo che segue e che consiglio vivamente di leggere.

“Che cos’è un ABITACOLO? Negli aerei monoposto è il è il posto del pilota contenente comandi e strumenti, spazio che nei grandi aerei diventa la cabina di pilotaggio. Negli autoveicoli di ogni tipo è lo spazio che accoglie le persone. Nelle astronavi è lo spazio che accoglie gli astronauti con tutto il necessario per vivere e controllare la navigazione. Abitacolo è lo spazio abitabile in misura essenziale. In modo figurativo è anche l’intimo recesso individuale, è il luogo interno dove è situato tutto ciò che forma il proprio mondo.
Nelle case degli adulti, non tutti i ragazzi hanno il loro abitacolo. I più fortunati hanno una camera tutta per loro che possono trasformaree arredare a piacere. Molti hanno solo un letto, un tavolo, una sedia, un posto per i libri, gli abiti in una valigia come ho avuto io stesso per parecchio tempo. Non hanno un abitacolo dove potersi isolare, dove potere studiare, meditare, scrivere, ascoltare la propria musica, leggere, dormire, conversare con gli amici.
Da questa esigenza nasce questo Abitacolo, il quale intende aiutare a risolvere il problema, per ora, sia dal alto strutturale che da quello estetico-personale e, non meno importante, da quello economico.
Abitacolo è una struttura di acciaio plastificato, ridotta alla sua essenza. Il modulo strutturale è di venti centimetri con relativi sottomoduli; questo permette una coerenza formale e una massima combinabilità secondo le funzioni. La plastificazione è ottenuta con resine epossidiche fuse all’acciaio a duecento gradi. Il colore è grigio neutro. si monta con estrema facilità e sta saldamente assieme con solo otto galletti a vite. Quattro montanti angolari ai quattro angoli sono anche quattro scale per salire sui due piani. Assieme a questi sei elementi ci sono anche quattro mensole per libri, lunghe ottanta centimetri ognuna.

Un tavolo può essere fissato a diverse altezze da un lato dell’Abitacolo, ed è anche inclinabile. Due cesti metallici possono essere agganciati dove si vuole, anche le librerie possono essere agganciate dentro e fuori dell’Abitacolo. Una ventina di ganci liberi permettono di appendere quello che si vuole dove si vuole. Il tutto pesa cinquantun chili, l’insieme è molto solido e può portare anche venti persone le quali però si troverebbero un poco scomode.

Il costo di questo nuovo strumento per abitare è inferiore al costo di tutti i servizi che può rendere: costa meno di un tavolo più un letto più una libreria più contenitori e piani di appoggio e quattro scale. Abitacolo è assolutamente e volutamente neutro e quasi invisibile, non impone una sua estetica a tutti ma è solo una struttura essenziale, pronta a rendersi invisibile secondo l’invadenza dell’abitante.

Alto due metri
È di acciaio con una pelle epossidica
È una struttura ridotta all’essenziale
Uno spazio delimitato e anche aperto
Abitabile da una o due persone
Può contenere anche venti
Ma ciò non è consigliabile per la difficoltà dei movimenti
Pesa cinquantun chili
È largo due metri per ottanta centimetri
È un grande oggetto senza ombra
È un modulo abitabile
È un abitacolo
Contiene tutte le cose personali
È un contenitore di microcosmi
È una placenta di acciaio plastificato
Un posto per meditare
E contemporaneamente
Un posto per ascoltare la musica che piace
Un posto per leggere e studiare
Un posto per ricevere
Un posto per dormire
Una tana leggera e trasparente
Oppure chiusa
Uno spazio nascosto in mezzo alla gente
Uno spazio proprio
La sua presenza rende superfluo l’arredamento
La polvere non sa dove posarsi
È il minimo e dà il massimo
Numerato ma illimitato
Abitacolo è l’ambiente
Adattabile alla personalità dell’abitante
Trasformabile in ogni momento

(Testo tratto dal libro Da cosa nasce cosa di Bruno Munari, edizione Laterza del 1985)

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Light & light 2 · Kate Stokes

Lei è la giovane Kate Stokes che con la lampada a sospensione Coco Pendant ha vinto recentemente tre premi al Melbourne Fringe Furniture 2010 e si è imposta come vincitrice nella categoria Illuminazione nell’Australian Home Beautiful Product of the Year Awards 2010. E ‘ il primo prodotto che la designer ha messo in produzione con il marchio Coco Flip e per il quale ha ricevuto riscontri positivi sia in Australia che all’estero.

Coco Pendant è un lampada a sospensione realizzata a mano a Melbourne con legno australiano di quercia della Tasmania (Victorian Ash) tornito e alluminio verniciato a polvere. Un’unica forma e due materiali diversi, il legno e l’alluminio, che contribuiscono a creare un delicato contrasto di finiture e colori. Prodotta di serie in due versioni colore, bianco e nero, e in due dimensioni, large e mini. Semplicemente bella!

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Light & light 1 · van Deevie Vermetten

Due designer, uomo e donna, che vivono e operano l’uno in Belgio e l’altra in Australia. Tutti e due giovanissimi e ricchi di talento. Due progetti di lampade a sospensione che hanno in comune ricercatezza di forme e sensibilità nell’utilizzo di materiali e finiture.
Lui è il belga van Deevie Vermetten, alias Fermetti, che in occasione dell’ultimo salone del Mobile a Milano ha presentato Blub, prodotta dall’italiana Ex.T, marchio del gruppo Devon & Devon. Le lampade Blub sono realizzate in rovere naturale e lavorate al tornio in maniera artigianale, disponibili in quattro forme diverse, caratterizzate da un design semplice, ma estremamente evocativo.

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I libri di Maggio


PIERO LISSONI. RECENT ARCHITECTURE/ Foto di Giovanni Gastel – Testi di Stefano Casciani, Deyan Sudjic e Birte Kreft – Progetto grafico di Graph.x – 2010 - Hatje Cantz Vertag - 224 pagine in lingua inglese – € 49,80


VENTICINQUE MODI PER PIANTARE UN CHIODO/ Enzo Mari – in uscita il 29 aprile 2011 – Collana Strade Blu Mondadori – Testo in lingua italiana – € 17,50


PAOLA NAVONE/ Curato da Caroline Klein – Copertina di Meiré und Meiré – Impaginazione di Sonia Mion, Nicola Innibello – 2011 - Daab Media – 176 pagine – Testi in Inglese, Tedesco, Francese, Spagnolo, Italiano – € 25

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Wood Style dal Sol Levante – Parte 2

Dalla matita del designer giapponese Oji Masanori e dalle mani di Hidetoshi Takahashi nascono perfetti accessori in legno per la tavola e la cucina.

Con il legno locale di Castor Aralia viene prodotta la collezione Kami (2009) che prevede quattro tipologie di bicchieri, usati anche come ciotole-contenitori per servire marmellate, zucchero, salse ecc., mug per bevande calde e piattino-vassoietto in tre misure da usare anche come coperchio.

Forma ottagonale per i piatti e i vassoi della serie Kakudo (2008), in legno di ciliegio e noce con finitura naturale a olio. Della stessa famiglia la “scatola” portaburro così perfetta da sembrare un portagioie e il sottopentola che riprende la forma ad anello di un Bagel. Tutti e due gli oggetti realizzati nelle essenze noce, ciliegio e acero. Di forma ottagonale e costruito in legno di acero il tagliere, prodotto in due misure.

Harimi (2011) è l’archetipo contemporaneo della classica paletta giapponese. Molto leggera e resistente, è realizzata in cartone con un telaio in legno di bambù, impermeabilizzata e rifinita in modo che la polvere non si attacchi. Prodotta da So Jirushi.

Alcuni oggetti li comprate da Neëst.

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Design & Convivialità

Food & Design from Helsinki

Durante il London Design Week 2010, un team creativo di designer finlandesi e visionari del cibo si sono inventati per quattordici giorni HEL YES!,  un temporary restaurant curato dal top chef Antto Melasniemi. Una specie di prova generale di quello che Helsinki sarà capace di offrire l’anno prossimo ai suoi ospiti, quando la città finlandese sarà la capitale mondiale del design.

La magica scenografia “nordica” ricreava un accampamento nella foresta usando il paesaggio baltico come fonte di ispirazione; tavoli sormontati da cupole realizzate con rami di legno riciclato design dell’interior Linda Bergroth, sedie 403 di Alvar Aalto per Artek in tre nuovi colori, stoviglie riciclate di Iittala e bicchieri di Harri Koskinen. Stupende e visionarie le decorazioni e i tessuti dell’artista e designer Klaus Haapaniemi.

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Osso, che in friulano si dice Vuès

Si chiama Osso ed è prodotta a pochi chilometri da casa mia, nel distretto industriale friulano che viene definito il Triangolo della Sedia, in quanto costituito da tre comuni (Manzano, San Giovanni al Natisone e Corno di Rosazzo) che geograficamente ne definiscono i vertici. E’ una zona di eccellenza per la produzione, a livello industriale e soprattutto artigianale, del prodotto Sedia e nella quale si concentrano tutte le lavorazioni ad essa collegate: dal tronco di legno al prodotto finito, pronto per essere spedito in tutta Europa e nel resto del mondo.
Presentata all’ultimo Salone del Mobile e disegnata dai fratelli Ronan & Erwan Bouroullec, Osso è una sedia completamente in legno che vuole rappresentare il “ritorno alle origini”.

E’ costituita da otto elementi che si incastrano tra loro ed è disponibile in legno di rovere, acero e frassino nella finitura naturale, oppure tinta con venature a vista. La collezione comprende le versioni sedia, poltroncina e sgabello in due misure. La sedia Osso è prodotta dall’azienda Mattiazzi in maniera eco-sotenibile.

Le foto sono tratte dal sito Mattiazzi.

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Beluga! Che non è lo storione del quale si mangia l’omonimo caviale

Sono sempre alla ricerca di mobili, oggetti e luci per la mia casa work in progress. La mia ultima uscita programmata prevedeva un “passaggio” nel negozio di illuminazione Fabbian della mia zona, spinta anche dal fatto che in questo periodo sta effettuando una vendita promozionale per il rinnovo dello spazio espositivo. Come sempre accade, entro nel negozio avendo un programma preciso di ricerca; in questa occasione sto cercando due lampade da soffitto da posizionare nel corridoio-ingresso-zona libreria al primo piano. Già da un po’ di tempo sono alla ricerca di queste due luci; ovviamente quando si tratta di fare delle scelte di mobili e complementi per casa mia, il lato “difficile” del mio carattere entra in scena. Tutto “deve” assolutamente rispondere a molteplici criteri da me stabiliti e soprattutto non deve essere esageratamente costoso. Questo rende molto difficile la ricerca e il relativo acquisto.

In questo caso le due lampade devono essere uguali perché la loro posizione prevede che siano in diretta corrispondenza con altre luci di casa già collocate e “per me” bellissime. L’ambiente corridoio-ingresso si apre direttamente sulla zona giorno rialzata dove ci sono la Falkland e una stupenda lampada da terra vintage ereditata dai miei suoceri, e sulla parete a doppia altezza della cucina al piano inferiore dove è fissata la macro-lampada realizzata dall’amico Beppe Rocco.
Inoltre questo spazio di passaggio ha un soffitto a due altezze, h 250 e h 330cm e  una soluzione potrebbe essere quella di scegliere due lampade uguali che abbiano la possibilità di essere fissate ad altezze diverse.
Quindi, ricapitolando: due lampade uguali, non troppo grandi e invadenti, forse di colore bianco, che facciano una bella luce, magari diffusa e che abbiano il giusto costo.

Entro quindi nel negozio e dopo un primo giro di perlustrazione nel quale il mio occhio radar decide quello che mi piace e quello che di sicuro non consiglierei nemmeno al mio vicino di casa, faccio un’ulteriore cernita in base ai miei criteri di selezione. Da subito, però entrano nella mia visuale due lampade a sospensione, stesso modello di dimesioni diverse, che sono decisamente di mio gradimento, ma per tipologia di materiale non adatte all’ambiente che devo allestire. Chiedo alla commessa informazioni su vari modelli di luci e decido che devo sapere qualcosa di più anche su quelle due lampade a palla che, in acciaio cromato lucido, sono troppo luccicanti per i miei occhi, per il mio ingresso, ma soprattutto per la mia perfetta Falkland.

Ad esempio le trovo anche in altre finiture? Magari in metallo satinato? O meglio ancora verniciate colore bianco? Oppure in vetro opale satinato? Risposta negativa che mi mette ko per un po’ e soprattutto di cattivo umore; esco dal negozio, torno a casa e mi metto alla ricerca di maggiori informazioni su quel prodotto e su eventuali varianti colore e finitura. Trovo e sfoglio, sul sito di Fabbian, il catalogo 2011 con le novità presentate al recentissimo Euroluce a Milano e tra queste c’è la “mia” lampada-palla con diffusori orientabili in vetro soffiato bianco lucido. Ecco sapevo, la commessa interpellata avrebbe bisogno urgentemente di un traning sui prodotti novità dell’azienda per la quale lavora! Comunque il giorno sucessivo torno in negozio con il mio fido maritino e chiedo altre info ad un altro commesso, il quale più informato, tira fuori il catalogo e listino freschi di stampa ed insieme cerchiamo la lampada Beluga White, così si chiama, per verificarne caratteristiche, dimensioni e costi. Con questi dati torno a casa e per tutto il week-end pasquale misuro, disegno prospetti, visualizzo queste lampade nel mio ambiente domestico e quasi quasi decido che forse sì, fanno al caso mio.
Disegnata da Marc Sadler nel 2004, la lampada Beluga è prodotta da Fabbian e comprende una collezione completa che negli anni si è arricchita di versioni e finiture.

Nel frattempo vi invito a visionare i prodotti novità presentati dall’azienda Fabbian al milanese Salone Euroluce 2011.
Molto interessanti i lavori di Benjamin Hubert, del quale ho già parlato in un precedente articolo. Per Fabbian ha disegnato due lampade molto ricercate e originali.
Paddle con luce LED, in due finiture legno e alluminio verniciato antracite, nelle versioni da tavolo e terra e Roofer, lampada a sospensione in sei modelli, con luce alogena o fluorescenza, in materiale plastico nei colori grigio, arancione e verde.

 

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Relax in solitudine

Lo spazio in casa non manca, se ho voglia o necessità di momenti da dedicare a me stessa e ai miei pensieri riesco a farlo con facilità ricavandomi un posto tutto mio. Ma non è sempre così facile! E’ quello che deve aver pensato Matali Crasset che ha disegnato Xtra Room, una cabane da interni, perfetta per allestire dei piccoli rifugi domestici che possono con facilità essere spostati in base alle proprie necessità.
Una microarchitettura all’interno della propria casa che funge all’occorrenza per isolarsi, dedicarsi alla lettura, al riposo o solamente per prendere le distanze dal mondo per un po’.

Due i materiali utilizzati per la costruzione della cabane-rifugio: multistrati di faggio per gli elementi che compongono la struttura e tessuto per la realizzazione dei teli-schermo ad essa fissati.

Prodotta dai francesi Moustache, non è decisamente un arredo economico – sul sito 3.000 euro -, ma penso che possa essere un buon candidato per un progetto di autoproduzione ovviamente adattandola alle proprie capacità manuali, esigenze di spazio e di gusto.

Io sicuramente ci abbinerei un comodo materasso-futon da appoggiare a terra e morbidi cuscini per un relax veramente cool.

Immagini tratte dal sito di Moustache.