
Sto cercando uno specchio tondo come questo.

Per la casa, so che dovrei trasferirmi a Fårö Island, a nord dell’isola di Gotland in Svezia.

Foto di Martin Löf.

Sto cercando uno specchio tondo come questo.

Per la casa, so che dovrei trasferirmi a Fårö Island, a nord dell’isola di Gotland in Svezia.

Foto di Martin Löf.
Quattro anni dopo il divano Maralunga, Vico Magistretti disegna sempre per Cassina la libreria Nuvola Rossa. Alla base del concept una struttura pieghevole in legno i cui elementi sono uniti da cerniere, con quattro ripiani centrali asportabili e due alle estremità ripiegabili, il tutto consente l’idea affascinante dell’autocostruzione, teoricamente replicabile da chiunque. Anche in questo progetto si ritrova l’estrema cura che Magistretti ha sempre avuto in tutte le fasi di sviluppo del mobile: dall’ideazione, alla sperimentazione del prototipo fino alla fase di produzione.
Nuvola Rossa è perfetta in ogni ambiente domestico e non, anche come elemento divisorio. Nata in legno di faggio, oggi è disponibile a catalogo in laccato bianco o nero.

MARCEL WANDERS: INTERIORS/ Scritto da Marcel Wanders con l’introduzione di Linda Tischler e Robert Thiemann – Disponibile da giugno 2011 - Rizzoli New York – 256 pagine – $ 60 (Immagini tratte dal sito di Marcel Wanders)

NOVEMBRE A MILANO/ Fabio Novembre con un testo di Alessandro Mendini – Progetto grafico Loveeman – 2011 - 24 ORE Cultura – 160 pagine, 250 immagini – € 59 (Immagini tratte dal sito Loveeman)

MOSAICO MENDINI. Progetti e opere dalla Fondazione Bisazza/ Testi di Stefano Casciani – 2011 - Skira – 152 pagine – Testi in italiano e inglese – € 35 (Immagini tratte dal sito Bisazza)
Per la storica azienda Artemide, Richard Sapper progetta nel 1972 la lampada da scrivania Tizio. Si tratta di un apparecchio illuminante estremamente innovativo per le soluzioni costruttive adottate: è composta da bracci basculanti e bottoni in alluminio con contrappesi che oltre a svolgere una funzione strutturale sono anche i veri e propri conduttori dell’ alimentazione che va dalla base (che contiene un trasformatore) alla lampadina alogena.
Il colore originale è il nero. Oggi viene proposta a catalogo nelle versioni nero, bianco, grigio alluminio e cromo lucido, in tre dimensioni.
Diventato nel tempo un’icona del minimalismo, Quaderna entra di diritto nella storia del design. La collezione, disegnata nel 1970, è opera del gruppo Superstudio fondato a Firenze nel 1966 e composto dagli architetti Adolfo Natalini (1941), Cristiano Toraldo di Francia (1941), Piero Frassinelli (1939), Roberto Magris (1935) e Alessandro Magris (1941).
I mobili della collezione sono caratterizzati da una geometria molto rigorosa: semplicità e perfezione delle forme.
Tutte le superfici, anche quelle delle gambe, sono finite con laminato Print stampato in serigrafia a quadretti neri con interasse di 3 centimetri. Di Quaderna fanno parte una gamma ampia di prodotti che comprende tavoli, sgabelli, consolle, letti e armadi. Medaglia d’oro alla Mostra Internazionale M.I.A. del 1971 è tuttora prodotto da Zanotta.
“L’unico progetto è il progetto della nostra vita e delle relazioni con gli altri“. Superstudio

Reinterpretano le classiche confezioni da fastfood, questi bento-box in metallo verniciato per il Take-away del XXI secolo.
Prodotti in tre dimensioni e in tre colori di finitura, i box Takeaway, fanno parte di ESTD, la nuova collezione di accessori per la tavola dell’inglese Established & Sons.
Disegnato nel 1973 da Vico Magistretti per Cassina, il divano Maralunga, compasso d’oro nel 1979, è un classico del design. Ancora in produzione, ancora attualissimo, un evergreen dell’arredo passato e contemporaneo.
Il design è veramente interessante anche per la particolarità dallo schienale che è dotato di un poggiatesta ribaltabile in modo da consentire -all’istante- il suo utilizzo in versione bassa o alta. Nei divani il poggiatesta è indipendente per ogni singolo posto.
Il sistema Maralunga è disponibile nelle versioni pouf, poltrona, divano a due e tre posti con rivestimento in pelle o tessuto.
Semplicemente bello!
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La Collezione di Francobolli 2011 quest’anno è dedicata al design degli anni ’70. Ho quindi scelto otto oggetti significativi per me, che sono stati disegnati e prodotti nel decennio in cui io sono nata.
Nel rispetto della tradizione, il primo Francobollo della Mia Collezione è dedicato a Bruno Munari. L’Abitacolo fu disegnato e prodotto dall’azienda Robots nel 1971, successivamente premiato con il Compasso d’Oro nel ’79. Oltre ad essere un perfetto elemento di arredo è anche una piccola “architettura” che definisce lo spazio domestico: una sorta di casa nella casa. E’ pensato con l’idea di realizzare un’area per ragazzi che contemporaneamente sia letto per dormire, mobile per contenere libri e giocattoli, struttura per il gioco e per lo studio e che possa trasmettere una volta in uso gusti, personalità e passioni di chi lo vive e lo abita.
All’epoca venne stampato un depliant per il quale lo stesso Munari scrisse il testo che segue e che consiglio vivamente di leggere.
“Che cos’è un ABITACOLO? Negli aerei monoposto è il è il posto del pilota contenente comandi e strumenti, spazio che nei grandi aerei diventa la cabina di pilotaggio. Negli autoveicoli di ogni tipo è lo spazio che accoglie le persone. Nelle astronavi è lo spazio che accoglie gli astronauti con tutto il necessario per vivere e controllare la navigazione. Abitacolo è lo spazio abitabile in misura essenziale. In modo figurativo è anche l’intimo recesso individuale, è il luogo interno dove è situato tutto ciò che forma il proprio mondo.
Nelle case degli adulti, non tutti i ragazzi hanno il loro abitacolo. I più fortunati hanno una camera tutta per loro che possono trasformaree arredare a piacere. Molti hanno solo un letto, un tavolo, una sedia, un posto per i libri, gli abiti in una valigia come ho avuto io stesso per parecchio tempo. Non hanno un abitacolo dove potersi isolare, dove potere studiare, meditare, scrivere, ascoltare la propria musica, leggere, dormire, conversare con gli amici.
Da questa esigenza nasce questo Abitacolo, il quale intende aiutare a risolvere il problema, per ora, sia dal alto strutturale che da quello estetico-personale e, non meno importante, da quello economico.
Abitacolo è una struttura di acciaio plastificato, ridotta alla sua essenza. Il modulo strutturale è di venti centimetri con relativi sottomoduli; questo permette una coerenza formale e una massima combinabilità secondo le funzioni. La plastificazione è ottenuta con resine epossidiche fuse all’acciaio a duecento gradi. Il colore è grigio neutro. si monta con estrema facilità e sta saldamente assieme con solo otto galletti a vite. Quattro montanti angolari ai quattro angoli sono anche quattro scale per salire sui due piani. Assieme a questi sei elementi ci sono anche quattro mensole per libri, lunghe ottanta centimetri ognuna.
Un tavolo può essere fissato a diverse altezze da un lato dell’Abitacolo, ed è anche inclinabile. Due cesti metallici possono essere agganciati dove si vuole, anche le librerie possono essere agganciate dentro e fuori dell’Abitacolo. Una ventina di ganci liberi permettono di appendere quello che si vuole dove si vuole. Il tutto pesa cinquantun chili, l’insieme è molto solido e può portare anche venti persone le quali però si troverebbero un poco scomode.
Il costo di questo nuovo strumento per abitare è inferiore al costo di tutti i servizi che può rendere: costa meno di un tavolo più un letto più una libreria più contenitori e piani di appoggio e quattro scale. Abitacolo è assolutamente e volutamente neutro e quasi invisibile, non impone una sua estetica a tutti ma è solo una struttura essenziale, pronta a rendersi invisibile secondo l’invadenza dell’abitante.
Alto due metri
È di acciaio con una pelle epossidica
È una struttura ridotta all’essenziale
Uno spazio delimitato e anche aperto
Abitabile da una o due persone
Può contenere anche venti
Ma ciò non è consigliabile per la difficoltà dei movimenti
Pesa cinquantun chili
È largo due metri per ottanta centimetri
È un grande oggetto senza ombra
È un modulo abitabile
È un abitacolo
Contiene tutte le cose personali
È un contenitore di microcosmi
È una placenta di acciaio plastificato
Un posto per meditare
E contemporaneamente
Un posto per ascoltare la musica che piace
Un posto per leggere e studiare
Un posto per ricevere
Un posto per dormire
Una tana leggera e trasparente
Oppure chiusa
Uno spazio nascosto in mezzo alla gente
Uno spazio proprio
La sua presenza rende superfluo l’arredamento
La polvere non sa dove posarsi
È il minimo e dà il massimo
Numerato ma illimitato
Abitacolo è l’ambiente
Adattabile alla personalità dell’abitante
Trasformabile in ogni momento
(Testo tratto dal libro Da cosa nasce cosa di Bruno Munari, edizione Laterza del 1985)