sabato 28 marzo 2009 – 16:19

Prendo spunto da un articolo pubblicato sulla rivista Elle Decor di aprile, per segnalare un museo molto interessante che inaugura il prossimo mese. Il Museum Brandhorst a Monaco, è un nuovo centro dedicato all’arte contemporanea progettato dallo studio berlinese Sauerbruch Hutton. La facciata è composta da migliaia di elementi verticali in ceramica di 23 colori.

venerdì 20 marzo 2009 – 20:45
Heath Ceramics è un’azienda americana che produce ceramiche per la casa e stoviglie per la tavola. Dal 2003 è gestita da Robin Petravic e Catherine Bailey, marito e moglie. Con la nuova conduzione il loro intento era quello di rivitalizzare l’azienda dando molto valore al design, ma conservando l’importante eredità legata alle tecniche artigianali e alle forme classiche. I prodotti sono realizzati avendo cura di mantenere un alto standard qualitativo ed estetico. La nuova collezione di ceramiche da tavola, disponibile da aprile in edizione limitata, è stupenda; combina linee classiche con nuove “glasse” di colore che riprendono le tonalità dei fiori delle piante di tagete, erica e ibisco.

venerdì 13 marzo 2009 – 13:06
Mi piace e sicuramente sarebbe perfetta vicino alla lampada Falkland nel salotto della mia nuova casa. Nonostante sia stata progettata dal danese Hans J. Wegner nel 1949, la sedia CH 25 è un oggetto comunque attuale che si inserisce perfettamente in un ambiente contemporaneo. La lavorazione a trama intrecciata della seduta e dello schienale in papercord, la rende un modello unico e ricorda quella dei mobili in vimini. In questo caso, però, la struttura in legno rende la sedia molto più solida. La scelta di materiali sobri come il legno e la corda le donano un aspetto naturale, perfetto in qualsiasi tipo di abitazione, con qualunque stile e decoro. E’ anche molto comoda!



lunedì 9 marzo 2009 – 13:45
Rachel Cave è una designer inglese che progetta pattern per superfici e tessuti. I suoi motivi decorativi traggono ispirazione dallo stile di epoche precedenti utilizzando combinazioni di colori e motivi caratteristici molto evocativi. Ad esempio le figure geometriche che lei propone erano molto diffuse negli anni sessanta quando i designer venivano influenzati dai principali artisti e scultori dell’epoca.

mercoledì 4 marzo 2009 – 9:07

Questa è l’ultima foto che abbiamo scattato alla casa nuova in una delle nostre frequenti visite. Dovremmo esserci già trasferiti e invece stiamo ancora aspettando che alcuni lavori vengano conclusi. Devo dire che sono particolarmente soddisfatta del risultato finale che risponde quasi esattamente ai rendering fatti ben due anni fa dagli architetti, quando abbiamo deciso l’acquisto. Non tutte le scelte fatte dai progettisti riguardo le finiture esterne rispondono alle mie aspettative, ma nell’insieme sono contenta perché i due edifici sono molto interessanti dal punto di vista architettonico e sembra che siano lì da sempre, perfettamente inseriti nel contesto urbano. Effettivamente le due costruzioni hanno mantenuto le stesse volumetrie e caratteristiche stilistiche degli edifici preesistenti, demoliti in quanto non idonei dal punto di vista strutturale e ricostruiti creando ex-novo la distribuzione interna degli spazi. Sono state realizzate 11 unità abitatative di diverse metrature, complete di scantinato con cantine e posti auto. Proprio per questo non abbiamo potuto avere un giardino nel senso classico del termine: niente terra con possibilità di piantare e seminare, ma uno spazio pavimentato che verrà sfruttato come un terrazzo e allestito con grandi vasi con piante di bambù. La tonalità dell’intonaco è bellissima: un rosso intenso interrotto dal bianco dei portali, che incorniciano i grandi serramenti, e dalle pareti delle terrazze a vasca del secondo piano.

lunedì 2 marzo 2009 – 8:59

Premetto che il mio appartamento non sarà mai un museo del design oppure un interno da rivista, questo oggetto d’autore sarà uno dei pochi, ai quali sono particolarmente affezionata, che negli anni troveranno spazio all’interno di casa mia. Siamo entrati nel nostro negozio di fiducia pensando di doverla ordinare, non credevo l’avessero a magazzino anche perché in esposizione non l’avevo mai vista. La commessa poi mi ha spiegato che non la espongono perché tende a sporcarsi facilmente. Non ho dovuto pensarci su: era disponibile e quindi l’abbiamo acquistata. Chi legge le pagine di questo blog è a conoscenza della mia passione per Bruno Munari e sa anche che la lampada Falkland (prodotta da danese Milano) sarebbe stato il primo oggetto di design ad entrare di diritto nella casa nuova. Angolo del salotto a lei dedicato sperando che il nostro gatto Cico non la scambi per un nuovo giocattolo e le tributi il rispetto che merita.
