mercoledì 31 dicembre 2008 – 19:52
I tappeti di Amy Helfand sono realizzati e annodati a mano in Tibet, con licenza RugMark che certifica il rispetto dell’ambiente e il non sfruttamento di manodopera minorile. Utilizza lana tibetana e seta cinese per ottenere delle coloratissime rappresentazioni pop.


martedì 30 dicembre 2008 – 19:45
Affascinanti e romantici questi disegni-ricamo opera della designer-ricamatrice Charlene Mullen. Per le sue opere dice di trovare ispirazione nei luoghi e nelle epoche più diverse. I suoi disegni sono sono realizzati a mano e non sono filtrati dalla tecnologia del computer.


venerdì 19 dicembre 2008 – 11:28
Quest’anno mi sono occupata della progettazione e realizzazione di un locale molto grande adibito a spazio direzionale. E’ stato un lavoro che ha occupato molto tempo e risorse, e del quale ve ne parlerò più avanti. Per l’ufficio personale del mio cliente, amante come me dei mobili in legno, ho fatto delle scelte alternative: non volevo che fosse un ambiente asettico e impersonale, ma caldo e accogliente come una casa. Quindi niente mobili tecnici, che ho riservato per tutte le postazioni operative, ma un grande tavolo da lavoro in rovere massiccio e una panca dello stesso materiale per accogliere clienti e ospiti. Devo ammettere che la scelta della panca come seduta è stata ardita, ma non premeditata. Quando l’abbiamo vista e provata abbiamo subito pensato che sarebbe stata perfetta: semplice e di carattere. Inoltre è davvero molto comoda e, come il tavolo, molto piacevole al tatto. Il legno massiccio è trattato con olio per ottenere una finitura superficiale naturale e “morbida”; il produttore fornisce, insieme ai mobili, un prodotto apposito per la loro pulizia e mantenimento.
Le foto sono state scattate il giorno in cui sono stati posizionati i mobili. 

L’azienda produttice si chiama E15, è tedesca e ha un’interessante collezione di mobili in legno massiccio caratterizzati da linee pulite e forme minimali.




martedì 16 dicembre 2008 – 10:07
Mi piacciono i patterns decorativi, soprattutto quelli floreali. Possono essere uno spunto per innumerevoli idee progettuali. Su questo tema si trova un’infinità di materiale sia nella grande rete che in libreria. Questi due libri molto esaurienti e belli da sfogliare (“Patterns in Design, Art and Architecture” e “Patterns 2. Design, Art and Architecture”) li consiglio vivamente a chi è interessato all’argomento; sono editi da Birkhäuser e raccolgono una selezione di pattern utilizzati nel design, nell’arte e nell’architettura.
Questa piastrella in ceramica è stata progettata dallo studio londinese Barber e Osgerby come elemento decorativo ripetibile per il rivestimento delle pareti del negozio newyorkese di Stella McCartney.


L’architetto Hitoshi Abe insieme all’artista e grafico Asao Tokolo disegnano questo interessante pattern per decorare la facciata di un edificio giapponese. I moduli sono costituiti da lastre di metallo quadrate perforate e ancorate frontalmente ad una struttura in acciaio. I segmenti circolari sono eseguiti in modo che il pattern sia visibile a distanza.



venerdì 12 dicembre 2008 – 9:55
Aprofitto dell’ultimo libro acquistato (“Il Pianeta Degli Alberi Di Natale” di Gianni Rodari) per raccontarvi della mia passione per Bruno Munari. All’Istituto d’Arte, già dal primo anno, si usava una sua pubblicazione (“Da cosa nasce cosa”) come libro di testo e io ho cominciato a seguire il suo lavoro in quegli anni (fine ’80 inizi ’90) anche se, da adolescente, non mi fu subito chiaro quanto fosse importante la sua opera soprattutto nel campo del design. Un anno venne anche invitato dall’Istituto per una conferenza-incontro con noi studenti; lo vidi da vicino ma per me era ancora un personaggio strambo con un particolare senso dell’umorismo. Da molti anni raccolgo le sue pubblicazioni e tutto ciò che riesco a trovare su di lui. Raccontarvi quello che è stato e che ha realizzato nella sua lunga vita, è impossibile: vi invito quindi a leggere, ascoltare e visionare almeno un po’ dell’universo Munari: ve ne innamorerete.

mercoledì 10 dicembre 2008 – 9:17
domenica 7 dicembre 2008 – 18:30
Questa settimana ulteriori novità al cantiere. Sono apparse, come per magia, le strutture della scala d’ingresso e della pensilina che la sovrasta. L’ingresso agli appartamenti si trova al primo piano e per accedervi si deve salire la fatidica rampa di scale, suonare il campanello e aspettare l’apertura della porta vetrata. Sono curiosa di vedere la pensilina terminata, considerate le notevoli dimensioni non riesco ad immaginare il suo aspetto finale. La struttura è in ferro verniciato bianco, ma non so quale materiale è stato scelto dagli architetti per il rivestimento finale. La scala ha la struttura in ferro verniciato colore grigio antracite e le pedate degli scalini in pietra grigio chiaro (per ora ci sono delle assi di legno da cantiere per poterla utilizzare). La casa nuova è sempre più bella, ma per procedere con i lavori deve assolutamente smettere di piovere!




venerdì 5 dicembre 2008 – 8:11
Seguo con molto interesse la produzione di quest’azienda svedese che realizza mobili e complementi d’arredo. Lo stile è attuale e molto ricercato, incarna pienamente la mia passione per il design scandinavo contemporaneo. “Libri”, presentata al Salone del Mobile 2008, è una libreria caratterizzata da un disegno minimale, puro, essenziale. E’ molto versatile, il modulo singolo di dimensioni contenute, può essere aggregato per ottenere diverse composizioni a parete oppure a separazione di due ambienti all’interno di una stanza.



mercoledì 3 dicembre 2008 – 14:18
Un’idea romantica e ecocompatibile per decorare i muri delle nostre case e comunicare un messaggio. E’ un progetto di arte urbana lanciato da due artiste inglesi Anna Garforth e Elly Stevens con il nome di Mossenger; un gioco di parole tra ‘moss‘ muschio e ‘messenger‘ messaggero. Le lettere realizzate con il muschio vengono fatte aderire alle pareti con una mistura di yogurt e zucchero; una volta insediate e cresciute, le eco-scritture aderiscono al muro e si appropriano dello spazio urbano diventanto graffiti ecologisti. E’ un’idea che sicuramente adotterò per decorare i muri esterni del “giardinetto” d’ingresso della nuova casa.




lunedì 1 dicembre 2008 – 13:49
All’istituto d’arte ho frequentato la sezione che all’epoca, circa 20 anni fa, si chiamava Arte del Mobile. Le lezioni pratiche si svolgevano ovviamente in un vero laboratorio dotato di sega, pialla, pressa e tavoli da falegname in legno con morsa in ferro. Il legno, in quanto materiale per la costruzione di mobili ed oggetti, l’ho sempre amato e in quelle ore di laboratorio anche studiato e lavorato. Seguo da un po’ di tempo e con molto interesse il lavoro di Katrin Arens, designer ed artista del legno che vive e lavora in Italia e crea oggetti con materiale di recupero. Tutti i mobili che realizza sono pezzi unici, fatti a mano utilizzando legname proveniente da cantieri o da cascine in rovina. Il suo stile è semplice, essenziale, romantico. I suoi mobili dotati di un’anima.

